La caccia by Tom Wood

La caccia by Tom Wood

autore:Tom Wood
La lingua: ita
Format: azw3, mobi, epub
pubblicato: 2015-09-09T22:00:00+00:00


41

L’auto era una Ford arrugginita che doveva avere quasi l’età di Gisele. Non sembrava neppure in grado di circolare, ma Victor la preferì ad altri veicoli più nuovi. Lei in un primo momento non ne comprese la ragione, ma poi capì: non aveva un allarme di serie ed era troppo trascurata perché il proprietario ve ne avesse installato uno. Gisele osservò Victor con una certa ammirazione mentre forzava la serratura in sei secondi e ne impiegava meno di venti per manomettere i fili sotto al volante e accendere il motore. Sapeva che le auto si potevano avviare in quel modo, ma non aveva mai visto nessuno farlo. La facilità con cui Victor aveva agito la lasciò stupefatta.

«Entra» le disse.

Gisele non gradì il fatto che quella parola suonasse come un ordine, ma non era il momento di discutere le maniere di quell’uomo. Fece ciò che le veniva chiesto, all’inizio con una certa riluttanza perché sapeva che l’auto era rubata. Victor si accorse che non le piaceva entrarci tanto quanto non le era piaciuto vederlo torturare e uccidere un uomo. Tuttavia, non fece commenti.

La ragazza si accasciò sul sedile e chiuse la portiera. Agganciò la cintura e il sicario partì, accelerando. Sfrecciarono oltre auto e palazzi. Gisele scorse l’immagine indistinta di persone e insegne luminose nella notte piovosa. L’uomo guidava come un pilota da corsa, veloce ma mantenendo il controllo, zigzagando senza fatica nel traffico mentre lei si reggeva per contrastare le forze che la sbattevano da parte a parte. Victor fece una frenata brusca per evitare un autobus che svoltava e Gisele fu protetta dalla cintura di sicurezza. Prima che riuscisse a riprendere fiato, la forza di accelerazione dell’auto la spinse di nuovo contro il sedile. Con la coda dell’occhio notò che lui la guardava, forse preoccupato per lei o per controllare cosa facesse. Gisele guardò dritta davanti a sé e si sforzò di non vomitare. Per fortuna erano ore che non mangiava.

Osservò la faccia del sicario: era inespressiva come quando si erano incontrati in casa di Yvette. Era come se da allora non fosse successo nulla.

«Non hai paura?» gli chiese.

Lui non rispose. Non aveva importanza. Lei era abbastanza spaventata per entrambi.

«Io… io non avevo mai visto morire nessuno. Non avevo mai visto neppure un cadavere. È assurdo.»

«Avremo tempo per riflettere più avanti. Ora dobbiamo allontanarci il più possibile dal magazzino.»

Suonò il clacson mentre sorpassavano una macchina. Lei si voltò indietro e vide il conducente gesticolare dalla rabbia. Tornò a guardare avanti, cercando di reggersi al cruscotto mentre Victor eseguiva un altro rapido sorpasso.

Un attimo dopo, Gisele notò che l’auto stava rallentando.

«Perché stai…?»

Tacque perché più avanti vide dei lampeggianti e un secondo dopo udì le sirene, mentre una volante della polizia li incrociava nella corsia opposta. La ragazza si voltò e osservò la macchina svanire lontano.

«Pensi che siano diretti al magazzino?»

«Quasi sicuramente.»

«Gli assalitori saranno ancora là?»

Victor scosse il capo. «Se ne saranno andati da tempo. Come noi. È per questo che dobbiamo sbrigarci.»

Gisele pensò al terrore che aveva provato mentre era nascosta dietro alla scrivania, in attesa di essere uccisa.



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